Una collina al 40%di pendenza,un'ossessione per la Borgogna.
Cascina Lodola è il progetto di Fabio Grimaldi: cinque ettari divisi in piccole parcelle tra Cossano Belbo, Cessole e Santo Stefano Belbo, dove Pinot Nero, Moscato secco e Dolcetto raccontano una storia di family scritta a mano, vendemmia dopo vendemmia.
5 ettari · parcelle selezionate430–520 m s.l.m.suolo calcareo–argillosovendemmia manuale, primi di settembre
La cascina
Una sfida accettata, non una tradition ereditata
Cascina Lodola affonda le radici sulla collina di Santa Libera, a Cossano Belbo: un paesaggio verticale, dove la marna bianca e calcarea affiora tra i filari e la meccanizzazione, su pendenze che superano spesso il 40%, non è quasi mai un'opzione.
Per generazioni queste colline sono state sinonimo quasi esclusivo di Moscato. Il progetto di Fabio, nato nel 2017, parte da una domanda scomoda: come si comportano il Pinot Nero o il Dolcetto su un sottosuolo così minerale e povero, pensato per altro? Non bastava assecondare la tradizione: bisognava scoprirlo parcella per parcella.
"Il risultato non è solo un vino, ma un frammento di Langa autentica e coraggiosa."— dalla scheda di cantina
520mCossano BelboMoscato Bianco, esposizione sud — "Finalmente"
430mCessoleDolcetto, Regione Sei, esposizione sud — "Sei Gioia"
—Santo Stefano BelboPinot Nero, esposizione nord
Chi c'è dietro
Fabio Grimaldi
Fabio si definisce prima di tutto un contadino: le uve migliori le tiene per sé e le vinifica, il resto lo vende. La sua passione per il Pinot Nero nasce da un viaggio in Borgogna e da allora non lo ha più lasciato — un vitigno che, dice lui, "non è colorato come il Cabernet, non è morbido come il Merlot, non è potente come il Nebbiolo: prima di tutto, non è".
Fa parte di esCAMOtage, l'associazione di vignaioli della Langa Astigiana che ha scelto di vinificare secco il Moscato bianco, con un proprio disciplinare interno e il divieto assoluto di diserbo chimico.
La vigna
Un mestiere imparato sul campo
Vendemmia manuale in cassette forate da 20 kg, fermentazioni seguite passo a passo, un disciplinare che non accetta diserbo chimico.
La strada
Navigatore di rally
Quando si toglie gli stivali da vigna, spesso indossa quelli da co-pilota: la stessa precisione, applicata a una curva invece che a una fermentazione.
Le etichette
Tre vini, tre storie di famiglia
100% Pinot Nero · cloni Gevrey-Chambertin
Mirano Pinot Nero · dal 2018
Alc. 13% vol.Quota 520 mAffinamento barrique
Eleganza, frutto rosso, spezie fini e un tannino vellutato: la sfida di Fabio con il vitigno più difficile e più amato del mondo.
"Dedicato a colei che ha preso in mano questa cascina negli anni '50 e mi ha insegnato cosa sono la terra e la vigna."— Fabio Grimaldi, a nonna Mirano Angioletta
Cossano Belbo · esposizione ovest
100% Moscato Bianco di Canelli
Finalmente Vino Bianco · 2024
Alc. 12% vol.Quota 520 mAffinamento cemento
Macerazione sulle bucce, fermentazione in cemento con lieviti indigeni, imbottigliato senza filtrazione: il primo vino mai fatto da Fabio, nato da una vecchia vigna piantata da suo nonno — da qui il nome.
"Un'interpretazione di Moscato molto alternativa, lontana dalla versione standardizzata delle feste natalizie e del panettone."— Fabio Grimaldi
Cossano Belbo · esposizione sud
100% Dolcetto · Regione Sei
Sei Gioia Vino Rosso · 2025
Alc. 12,5% vol.Quota 430 mAffinamento acciaio
Ciliegia marasca, mora di rovo e un finale di mandorla amara: il ritorno alle origini, il vino di tutti i giorni — succoso, territoriale, conviviale.
"Un vino onesto e profondamente territoriale, da stappare al tavolo con gli amici… perché la gioia, certe volte, è tutta lì."— Fabio Grimaldi
Cessole · esposizione sud
Il territorio
Colline non fatte per chi cerca la comodità
Qui le pendenze si fanno estreme e la terra si spacca rivelando una marna bianca e calcarea: la viticoltura è quasi un atto di resistenza. In cantina il viaggio continua con una ricerca maniacale della pulizia — fermentazioni controllate passo a passo, un uso sapiente di acciaio e barrique, una gestione che protegge l'anima aromatica delle uve senza snaturarle.
"I vini di Cascina Lodola portano con sé la freschezza dei venti che risalgono la valle e la sapidità dei suoli bianchi."— dalla scheda di cantina
Visite e degustazioni
Vieni a trovarci a Santa Libera
Su appuntamento è possibile camminare tra i filari, degustare le tre etichette e ascoltare direttamente da Fabio le storie dietro ogni bottiglia — dalla dedica a nonna Mirano al primo vino mai fatto, "Finalmente". Scrivi su WhatsApp o via email per organizzare la visita.
Sì, la visita e la degustazione si organizzano su appuntamento, via email o WhatsApp.
Come posso fare un ordine?
Per richieste generali scrivi a info@cascinalodola.it. Per grossisti e canale HORECA usa ordini@cascinalodola.it.
Quali sono i vini principali?
Le etichette di riferimento sono Mirano (Pinot Nero), Finalmente (Vino Bianco) e Sei Gioia (Vino Rosso).
Perché vini in stile borgognone?
La passione di Fabio per il Pinot Nero nasce da un viaggio in Borgogna: da lì la scelta di interpretare anche il Moscato e il Dolcetto con un approccio francese, tra barrique e fermentazioni curate nel dettaglio.
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